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PRECAUZIONI

I carichi indicati si riferiscono al collasso, pertanto la progettazione dovrà essere fatta tenendo conto degli appropriati coefficienti di sicurezza. In riferimento alla resistenza chimica le minacce principali sono dovute da acidi e basi concentrati. Gli snodi non sono adatti ad ambienti altamente corrosivi. Le temperature di lavoro indicate sono relative ad una permanenza del materiale a tali temperature per lunghi periodi di tempo, senza conseguenze significative, comunque il materiale può sopportare anche picchi maggiori, però non per lunghi periodi. Consultare EuroSnodi per applicazioni in ambienti che superano i 100°C o inferiori a -30°C. In ogni caso consigliabile oltre i 100°C un grasso per alte temperature. In riferimento ai valori di attrito indicati, essi si riferiscono a condizioni ottimali per poter meglio riferirsi alle situazioni specifiche in fase di progettazione. Per gli accoppiamenti su acciai e metalli si consigliano durezze minime dell'ordine di HRC40. Nel caso di applicazioni in ambienti abrasivi, in presenza di carichi elevati, forti vibrazioni, e laddove siano necessarie elevate velocità di strisciamento, è consigliabile un accoppiamento con durezze del metallo maggiori. Consultare sempre EuroSnodi. Per gli accoppiamenti su acciai e metalli si consigliano rugosità minime dell'ordine di 1.6Ra o minori, comunque non oltre 0.8Ra. Laddove lo snodo si trovi a lavorare a fatica o in ambienti inquinanti e polverosi, si consiglia una manutenzione molto frequente oltre all'aggiunta di sistemi di protezione. Il carico prevalente deve essere applicato in senso radiale al foro dello snodo e coassiale con il corpo. Le misure e i dati riportati nel catalogo sono indicativi e possono essere modificati arbitrariamente da EuroSnodi per poter migliorare le caratteristiche dei prodotti.
EuroSnodi non si ritiene responsabile per utilizzi impropri dei suoi prodotti, pertanto l'azienda si esime dalle responsabilità dovute ai danni causati dall'acquirente in seguito ad una installazione o ad una utilizzazione non adatte, se non nei limiti del corrispettivo percepito per gli articoli di cui provata la responsabilità.
Tutti i diritti, le fotografie e i disegni del presente catalogo sono riservati e di proprietà di EuroSnodi, pertanto non possono essere utilizzati da terzi senza nostro consenso.

 

SNODI SFERICI RADIALI E TERMINALI A SNODO
Gli snodi sferici insieme ai terminali a snodo, sono organi meccanici con dimensioni unificate che permettono di mantenere costante la direzione del carico svolgendo inoltre la funzione di cuscinetto radente. Sono studiati per permettere oscillazioni, disallineamenti e movimenti relativi.

 

SCELTA DEL TIPO DI SNODO
In questa fase devono essere presi in considerazioni molti fattori concomitanti e la loro diversa influenza per il dimensionamento e quindi per la stima della vita utile dello snodo. Pertanto il progettista deve tener presente che non esistendo norme esatte in tal senso, è dunque fondamentale affidarsi a opportuni coefficienti di sicurezza, che in queste prime pagine del presente catalogo forniamo a beneficio di chi utilizza i nostri prodotti. Le relazioni di seguito riportate indicano al progettista il sistema per un dimensionamento di massima, a cui affiancare l'esperienza e il buon senso del progettista.

 

CARICHI
Gli snodi sferici possono essere soggetti a carichi:
- Fr = Radiali
- Fa = Assiali (modesti)
- Fr + Fa = Composti

Gli snodi sferici prediligono carichi radiali, tuttavia possono in molti casi trovarsi a lavorare in condizioni di carico composto. Lo snodo deve essere dimensionato per avere la durata stabilita nelle condizioni di carico a cui verrà sottoposto e con un certo grado di affidabilità o sicurezza.

 

DIMENSIONAMENTO
La dimensione dello snodo deve essere adeguata per resistere sotto i carichi di lavoro per almeno tutta la durata richiesta dall'applicazione stessa. Il dimensionamento di uno snodo, pertanto, non relativo solo alla capacità di carico, ma soprattutto alla vita dello snodo in quella specifica applicazione, ciò sotto ai carichi agenti.
I carichi che agiscono sullo snodo devono essere ben sintetizzati dal progettista che dovrà valutarne l'impatto e il relativo effetto sulla durata utile dello snodo. E' possibile ridurre i tipi di carichi agenti (oltre alle direzioni sopraccitate) a carichi statici e carichi dinamici:

- Carichi Statici: carichi costanti nel tempo oppure applicati a snodo fermo o quando questo compie solo piccoli movimenti di assestamento.

- Carichi Dinamici: carico agente in modo variabile, alternato oppure agenti quando lo snodo in movimento.

Durante il funzionamento lo snodo sferico radiale può sopportare carichi radiali e contemporaneamente, seppur modesti, carichi assiali. Per procedere al calcolo della vita dello snodo, occorre quindi ridursi ad un solo carico equivalente, che rappresenta e produce gli stessi effetti (usura/durata) del carico reale agente sullo snodo.

Il carico equivalente è dato dalla seguente relazione di riduzione:

dove:

Il valore del carico equivalente così calcolato, deve essere confrontato con:
- Coefficiente di carico dinamico C, tramite la formula di Durata
- Coefficiente di carico statico C0, tramite la formula di Resistenza

C e C0 rappresentano il carico limite (max) raggiungibile dallo snodo, oltre i quali lo snodo cederebbe immediatamente.
Essendo C e C0 calcolati in condizioni ideali, essi devono poi essere rapportati allÕeffettiva condizione di lavoro dello snodo tramite opportuni fattori che riportiamo in queste pagine a beneficio dei progettisti che utilizzano il prodotto EuroSnodi.

 

FORMULA DI DURATA PER CARICHI DINAMICI

Dove:
D = durata teorica calcolata in numero di oscillazioni o numero di cicli
DH = durata teorica calcolata in ore di funzionamento
C = coefficiente di carico dinamico in N (vedi catalogo)
P = carico dinamico equivalente in N
d1 = diametro della sfera dello snodo in mm (vedi catalogo)

con:
= semiangolo di oscillazione () in caso di rotazione
= semiangolo di ribaltamento
ƒ = frequenza di oscillazioni o di inversioni del carico in cicli/min
k1 = fattore di inversione
k2 = fattore di manutenzione
k3 = fattore di temperatura
k4 = fattore di attrito radente
k5 = fattore di fatica
k6 = fattore di accoppiamento

 

FATTORI COINVOLTI

 

FORMULA DI RESISTENZA PER CARICHI STATICI
P ≤ Co · k7 · k3 = Pamm
Co = coefficiente di carico statico in N (vedi catalogo)
k7 = fattore di andamento del carico

dove

 

VELOCITA' MEDIA DI STRISCIAMENTO
La velocità media di strisciamento è data da: v = 5.8 · 10-7 · d1 · β1 · ƒ
dove
v = velocità media di strisciamento in m/s
d1 = diametro della sfera dello snodo in mm (vedi catalogo)
con:
= semiangolo di oscillazione () in caso di rotazione
= semiangolo di ribaltamento
ƒ = frequenza di oscillazioni o di inversioni del carico in cicli/min

 

PRESSIONE SPECIFICA
La pressione specifica è data da:

Dove
p = pressione specifica in N/mm2
P = carico dinamico equivalente sullo snodo in N
C = coefficiente di carico dinamico in N (vedi catalogo)
k = fattore di pressione in N/mm2

 

VELOCITA' AMMISSIBILE
La velocità di strisciamento è limitata dalle dimensioni degli snodi, ed è funzione del carico, dei materiali a contatto e della temperatura. Per questo è opportuno verificare i parametri di lavoro dello snodo con quelli ammissibili, secondo la relazione:

 

LUBRIFICAZIONE E MANUTENZIONE
Le teste a snodo che richiedono manutenzione devono essere periodicamente rilubrificate o ingrassate per aumentarne la durata. A tal fine possono essere impiegati i comuni grassi di oli minerali o sintetici impiegati nell'industria meccanica. Per temperature superiori ai 100°C è consigliabile utilizzare grassi speciali per alte temperature. Contattare EuroSnodi in questi casi.

 

TEMPERATURA DI FUNZIONAMENTO
Il campi di temperatura a cui risultano ottimali i rendimenti degli snodi, variano a seconda dei materiali implicati:

I campi di temperatura consigliata consentono una durata ottimale dello snodo. La temperatura limite non dovrebbe mai essere superata salvo particolari situazioni di carico o di lavoro dello snodo. In ogni caso oltre la temperatura limite non è garantita la formula di durata dello snodo in quanto la variabile temperatura oltre questo limite abbassa imprevedibilmente la vita utile del particolare.

 

TOLLERANZE CONSIGLIATE PER L'ALLOGGIAMENTO DELLO SNODO

 

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